GASTONE NENCINI LA FORZA DI UN CARATTERE
GASTONE NENCINI
LA FORZA IN UN CARATTERE
La determinazione e il coraggio di mio padre, Gastone Nencini, con cui era capace di compiere imprese leggendarie, risalivano al tempo in cui si era opposto con risolutezza al volere di un genitore autoritario che gli aveva negato di correre in bicicletta, pretendendo che lo seguisse nell'attività di commerciante di bestiame. Sognare un destino diverso da quello che la vita ti aveva riservato, all'epoca, era un lusso per pochi: <<Levati codesta idea dalla testa. Di campioni come Bartali e Coppi ne nasce uno ogni cent'anni, e il prossimo non sarai certo tu», sentenziò mio nonno.
Ma mio padre aveva un carattere indomito e risoluto. Senza farsi intimidire, andò dai renaioli, quegli uomini forzuti che estraevano sabbia dal greto della Sieve. Lavorò con la potenza di un caterpillar, spinto solo dal desiderio di realizzare il suo sogno. Talvolta, incurante del pericolo, si legava ad un albero con una fune per immergersi nelle acque vorticose del fiume in piena; lì, come un soldato che pianta la bandiera in terra di conquista, piantava una pertica nel fondo melmoso per marcare il territorio. sapeva che l'indomani, calata la piena, avrebbe trovato un mucchio di rena da spalare. Fu così, con una fatica immensa, che si guadagnò i soldi per la prima bici: una Pinzani di seconda mano.
Passò del tempo prima che mio nonno capisse che Gastone non avrebbe mai fatto il suo mestiere. Lo scoprì per caso dal barbiere: sfogliando La Nazione mentre aspettava il suo turno, vide un nome stampato in neretto: "Gastone Nencini, la nuova promessa del ciclismo toscano". L'articolo raccontava di un giovane corridore che, nonostante tre forature, era arrivato al traguardo sul cerchione nudo e deformato, staccando il secondo di cinque minuti. In quel momento, Attilio capì perché nelle piazze dei mercati della Toscana la gente lo guardava con sorrisi e sguardi ammiccanti.
Quando, quel giorno, mio nonno tornò a casa, domandò con tono severo: <<Sei iscritto a una società ciclistica?>>.
<<No babbo, e come farei? Non ho neanche la bicicletta>>, rispose mio padre, che la nascondeva a casa di un amico. Mio nonno sapeva che mentiva, ma stranamente non disse nulla. Lui, uomo di letture storiche, aveva scelto al terzogenito il nome "Gastone" proprio per evocarne un carattere forte. A quella bugia seguì il silenzio; mio nonno voltò le spalle e uscì di casa.
Non so quante altre volte, come quel giorno, i loro sguardi fieri si sono incontrati nel segreto dei loro pensieri, una cosa è certa però, nessuno dei due ha avuto la soddisfazione di dimostrare all’altro il proprio orgoglio di uomo, come spesso accade nel rapporto tra padri e figli.
Mio nonno chiuse gli occhi nel 1954 a soli cinquantuno anni. Se ne andò pochi mesi prima di vedere il suo ragazzo indossare la prima Maglia Rosa. Non seppe mai che quel figlio, contro ogni sua previsione, sarebbe diventato uno dei più grandi ciclisti di sempre, capace di affiancare Bartali e Coppi nell'albo d'oro della leggenda.
Elisabetta Nencini
Firenze 1 Marzo 2022
[…] Il vantaggio al traguardo è sufficiente per spiegare il valore della sua grande impresa: pensiamo un po’ ad una fuga solitaria di 110 km.! Dopo l’arrivo, qualcuno diceva che Nencini è più di un corridore, più di una promessa, una “cannonata” hanno detto. Beh, la parola è un po’ grossa: tuttavia, per un’impresa del genere, non ci sembra davvero uno sproposito.
Giuliano Mazzoni, Eccezionale fuga di oltre cento chilometri brillantemente conclusa da Gastone Nencini, La Nazione, 3 agosto 1950.
[...] Quel mazzo di fiori, offertogli come vincitore, e del quale altri si disfà subito dopo scattate le fotografie, Nencini lo conservò fra le braccia e, appena in albergo, prima ancora di recarsi sotto la doccia, lo consegnò ad un uomo di fiducia, perchè lo portasse nella chiesa più vicina, su un altare, in omaggio e memoria del padre, morto un mese fa.
Vasco Pratolini, Il segreto è durare, Nuovo Corriere, lunedì 30 maggio 1955 (38° Giro d'Italia, 14 maggio-5 giugno 1955).
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Nella fotografia, con indosso la maglia della Pinzani, Gastone Nencini assieme al padre Attilio, il primo a sinistra.
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